La società spesso ci insegna che mostrare le nostre emozioni, i nostri dubbi o le nostre fragilità è un segno di debolezza. Siamo cresciuti con l’idea che essere forti significhi nascondere paure, controllare ogni aspetto della vita e non mostrare mai i nostri limiti.
Eppure, se osserviamo da vicino, la vera forza nasce proprio dalla capacità di essere vulnerabili:
“di riconoscere ciò che siamo, senza maschere, e di accogliere la nostra umanità con coraggio.”
Mostrarsi fragili non significa cadere, ma avere il coraggio di essere veri. La vulnerabilità è la porta d’accesso alla connessione autentica, alla crescita personale e a una vita più serena e piena.
Ma che cos’è davvero la vulnerabilità?
Spesso confondiamo la vulnerabilità con la fragilità, la debolezza, l’insicurezza, ma c’è una differenza fondamentale.
La vulnerabilità è un atto consapevole: “significa aprirsi alle proprie emozioni, riconoscerle e accoglierle senza giudizio da parte della nostra mente.”
La fragilità, la debolezza, l’insicurezza invece, sono spesso subite anche inconsciamente, in quanto reazione immediata al dolore o alla paura stessa.
Essere vulnerabili non significa essere fragili, deboli o insicuri, ma coraggiosi. Significa avere la capacità di mettersi in contatto con se stessi, con gli altri e con la realtà esterna a noi in modo autentico.
Secondo Carl Gustav Jung, la vulnerabilità non è un difetto da nascondere, ma una parte totalmente necessaria del processo di crescita personale, legata proprio all’accettazione del proprio lato oscuro o “lato ombra”. Jung afferma anche che, per raggiungere una maggiore consapevolezza è necessario affrontare il “caos”. Fuggire o reprimere la propria vulnerabilità porta verso una regressione, mentre un’accettazione ed integrazione consapevole di tutte le proprie parti inaccettate e represse aprono le porte agli “inferi” (il cosiddetto “caos”) e questo permette poi di risalire ed affermare un proprio sé più autentico.
Per fare un esempio nell’area delle relazioni: la ricercatrice Brené Brown sottolinea che la vulnerabilità è alla base della connessione umana e del senso di appartenenza e che, senza di essa, relazioni profonde e autentiche non hanno modo di esistere!
La vulnerabilità come forza.
La vulnerabilità apre porte inimmaginabili.
Ci offre l’accesso alla creazione di legami più autentici, in quanto mostrarsi per quello che si è davvero favorisce empatia e profonda connessione.
Stimola la crescita personale, in quanto si diventa osservatori consapevoli e si é più in grado di riconoscere i propri limiti, le proprie paure.. che è il primo passo per superarli.
Attraverso la vulnerabilità emerge la forza ed il coraggio ad affrontare il cambiamento che la vita ci richiede in una determinata fase. La chiave di volta è quella di “accettare l’incertezza, la paura dell’ignoto al fine di aprirsi attraverso la forza interiore riscoperta.”
Esempi concreti di vulnerabilità consapevole possono essere:
- chiedere aiuto quando serve
- esprimere sentimenti che spesso vengono nascosti
- dire “non lo so” senza sentirsi inadeguati o in colpa
- prendere decisioni difficili senza maschere o difese automatiche
Ogni gesto di apertura emotiva verso se stessi e verso gli altri è un atto di coraggio, e ogni volta che ci permettiamo di mostrare ciò che siamo veramente, noi avanziamo, cresciamo ed evolviamo.
Il condizionamento sociale e culturale.
La cultura e la società moderna celebra un’idea di forza legata al controllo, al “faccio tutto da sola” (da solo), “io basto a me stessa (a me stesso) e non ho bisogno di chiedere aiuto o ascolto a nessuno, all’autorità, alla durezza. Ci hanno insegnato a nascondere emozioni, paure e fragilità, e questo è concretamente visibili in molti uomini ma anche in molte donne che hanno sviluppato maggiormente la propria energia maschile.
Ma si tratta di un condizionamento esterno molto radicato nell’inconscio che limita la nostra capacità di vivere relazioni autentiche e di sentirci in sintonia con noi stessi.
Nascondere la propria vulnerabilità porta spesso a isolamento emotivo, stress e senso di inadeguatezza oltre che forte senso di frustrazione e pensieri depotenzianti e ossessivi – compulsivi. La società può applaudire l’immagine di perfezione (finta perfezione direi!) ma dentro di noi resta la necessità di essere visti e accolti per ciò che siamo realmente, nella nostra profondità.
Alcune strategie per te, per iniziare in autonomia a coltivare la vulnerabilità consapevole.
Integrare la vulnerabilità come forza interiore richiede pratica e consapevolezza.
Alcuni strumenti utili sono:
- auto-riflessione e journaling, ovvero scrivere emozioni e pensieri senza censura permette di conoscersi più profondamente.
- esporsi gradualmente, ovvero iniziare a condividere piccole parti di sé con persone fidate.
- dire “ho bisogno di aiuto”, ovvero imparare a riconoscere i propri limiti e chiedendo supporto.
- meditazione e presenza, ovvero accogliere le proprie emozioni senza giudizio, osservando ciò che emerge dentro di sé.
Benefici concreti della vulnerabilità.
Quando abbracciamo la nostra vulnerabilità in maniera consapevole, i risultati diventano concreti e tangibili, ecco alcuni esempi di cosa puoi iniziare a sperimentare:
- relazioni più profonde e autentiche, perché quando ci si mostra per quello che si è davvero in automatico (per legge di risonanza) si attirano connessioni sincere.
- maggiore fiducia in se stessi e maggiore resilienza emotiva, perché quando ci si accetta per come realmente siamo, questo rafforza ulteriormente la propria autostima.
- libertà dal giudizio altrui, perché si smette totalmente di vivere e scegliere secondo le aspettative della società e delle persone a noi care.
- intuizione, creatività e innovazione, perché favorisce l’apertura all’incertezza e questo apre le porte verso nuove idee e possibilità (hai presente la fede? Ovviamente in questo spazio non faccio riferimento ad un fede religiosa che a mio parere ingabbia, ma ad un fede ad un livello più elevato)
Conclusione
La vulnerabilità non è un segno di debolezza, di fragilità e insicurezza, ma di coraggio e di grande forza interiore. È la chiave per vivere autenticamente, creare relazioni significative e crescere come individui.
Esercizio Pratico di Consapevolezza per Te:
Ora chiediti:
- Quale parte di me aspetta di essere mostrata senza paura?
Ogni piccolo passo verso l’autenticità è un atto di coraggio, e ogni atto di vulnerabilità è un atto di forza.
Se senti il bisogno di supporto per imparare a integrare la vulnerabilità nella tua vita, un percorso di coaching o di crescita consapevole può aiutarti a riscoprire il coraggio di essere te stessa, te stesso completamente e senza filtri.
Scrivimi una mail a: valentina.spiritualcoach@gmail.com
Se questo articolo ti ha ispirato o ti ha fatto riflettere, condividilo con chi pensi possa beneficiarne.
Aiutiamo insieme più persone a riscoprire, in questi tempi di forte caos interiore ed esteriore, la forza della vulnerabilità!
Con amore, Valentina!
Lettrice dei Registri Akashici, Ricercatrice Spirituale